OECD: la Cina spenda di più
PECHINO, 4 FEBBRAIO - La Cina, grazie al pacchetto straordinario di stimoli all’economia, sta “guidando il mondo fuori dalla recessione”, ma deve aumentare la spesa pubblica per sostenere “le riforme sociali di cui ha un grande bisogno, in aree come l’istruzione, il welfare, le pensioni e la sanità”: lo sostiene la nuova edizione dell’ “Economic Survey of China”, il rapporto firmato OECD (Organisation for Economic Cooperation and Development) presentato ieri a Pechino.
“La pronta e vigorosa azione del governo cinese per sostenere la sua economia ha contenuto l’impatto della recessione globale - ha dichiarato il vicesegretario generale e capo economista dell’OECD Pier Carlo Padoan nel corso della presentazione - e aiutando a riequilibrare l’economia cinese verso una domanda interna più forte, il pacchetto di stimoli sta anche apportando dei benefici al resto del mondo. Un ulteriore avanzamento della spesa sociale in Cina sarà molto importante, tanto per aumentare la coesione sociale nazionale che per proseguire sulla strada di un riequilibrio internazionale”.
Secondo l’influente organismo basato a Parigi, che da più di quarant’anni raccoglie trenta paesi e condivide informazioni e scambi con altre 100 nazioni, anche se le recenti riforme del governo di Pechino si sono concentrate sugli aspetti sociali, come ad esempio sanità ed educazione, la Cina deve spendere di più; ad esempio per “unificare un sistema di welfare frammentato”, “migliorare le riforme sanitarie a livello locale”, e “aumentare competizione e produttività, magari attraverso un allentamento dei tradizionali collegamenti tra le compagnie di Stato e il governo centrale”.
Secondo gli analisti OECD Pechino può permettersi queste spese extra, grazie a una finanza pubblica che continua a mantenersi solida: il debito pubblico, infatti, nel 2008 ammontava solo al 21% del PIL, e le misure di stimolo all’economia, nonostante abbiano fatto impallidire quelle di altre nazioni, faranno aumentare il tasso d’indebitamento solo di un 3% del PIL nel 2010. Il confronto con altre economie OECD è netto: in alcuni paesi il debito pubblico del 2010 potrebbe essere equivalente al Prodotto Interno Lordo e giungere addirittura a superarlo nel 2011.
04/02/2010