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07 febbraio 2012

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Notizie di Festa dell'agricoltura

La senatrice Pignedoli:
"In agricoltura servono i giovani"

PARMA, 26 AGOSTO - Un grande succcesso per la Festa Nazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione di Reggio Emilia. La kermesse, che ha avuto il via lo scorso giovedì e che si protrarrà fino al 12 settembre, è un momento di incontro che attraverso dibattiti, proiezioni, degustazioni, la presenza diretta delle aziende, vuole riflettere sul ruolo determinante dell’agroalimentare in Italia e nel mondo, sul futuro dell’agricoltura quale snodo fondamentale di questioni alimentari, ambientali, energetiche, climatiche, sulla necessità di una nuova cultura imprenditoriale.

"Siamo partiti molto bene - spiega la senatrice del Pd Leana Pignedoli -. Già i primi incontri hanno visto la presenza di numerose persone e grande interesse. Era quello che speravamo".

Il tema centrale è quello dell'agricoltura a livello internazionale "per questo siamo partiti dal tema dello spreco" continua la senatrice. "Quindi abbiamo parlato delle contraddizioni che abbiamo in questo momento: da una parte il miliardo di persone che soffrono di obesità e dall'altra parte un miliardo di persone che non hanno abbastanza cibo. Ne parleremo anche domenica: toccheremo il tema della scarsità di cibo e delle previsioni per i prossimi anni e su come va affrontato questo tema".

Ma si parlerà anche si imprese agricole: "Siamo in un momento di difficoltà. L'agricoltura ha vissuto in questi anni uno dei periodi più neri della storia, tutte le filiere sono andate in crisi. Quindi non c'è bisogno piccole modifiche, ma di vere e proprie conversioni delle strutture delle aziende. In base a questo toccheremo i temi del reddito degli agricoltori, dei produttori che non guadagnano, di chi, invece, nella filiera guadagna, dal produttore fino al consumatore".

Poi il lavoro in 'nero', vera e propria piaga del settore, soprattutto perché legato agli alti costi della previdenza nell'agricoltura.

I dibattiti sono partiti dai giovani. Ogni ragionamento su futuro e programmi di anche minima prospettiva partono dalla possibilità di un forte ricambio generazionale. E che in Italia l’agricoltura sia un “paese per vecchi” lo dicono i dati. Per ogni imprenditore giovane ce ne sono 13 sopra i 65 anni, contro una media di uno a 5 nel resto dell’UE. L’Italia è nelle posizioni di coda ma se la situazione è questa chi condurrà in Italia le aziende agricole nei prossimi decenni?

Un vuoto generazionale così macroscopico deve far pensare a misure mirate eccezionali, certo ad incentivi ma occorre contemporaneamente una vera e propria rivoluzione culturale che riporti al centro il valore dell’agricoltura, che investa sulla formazione dei giovani nuovi produttori, che dia riconoscimento sociale a partire proprio dalla scuola.

"E' il problema dei problemi" spiega Leana Pignedoli. "In agricoltura non c'è ricambio generazionale. Per questo lo abbiamo inserito come primo punto del Manifesto dell'Agricoltura". In autunno, infatti,  il Pd presenterà il documento all’Assemblea Nazionale. E Reggio Emilia è proprio una delle piazze in cui gli addetti ai lavori e non si confrontano. "Abbiamo avuto un incontro interessantissimo con i giovani imprenditori che hanno espresso tutte le problematiche che ogni giorno affrontano, dalla burocrazia ai problemi delle loro aziende e continueremo così".

Non, quindi, un manifesto creato a tavolino ma un documento che cresce, si arricchisce, dentro ad un confronto diretto con chi sta vivendo la difficoltà di fare impresa nella difficile sfida di una agricoltura in bilico tra marginalità e nuove prospettive.

"Poi ci siamo allargati ai temi delle politiche europee: l'Europa dovrà discutere tra poco di quanto budget riversare sull'agricoltura. Quindi il 9 avremo un incontro con il nostro presidente della Commissione Paolo De Castro, Stéphane Le Foll della commissione Agricoltura al Parlamento Europeo, Luis Manuel Capoulas Santos, capogruppo PSE nella commissione Agricoltura del Parlamento Europeo ed Enzo Lavarra, responsabile forum Politiche agricole del Partito Democratico. Ma avremo anche dei lavoratori. La novità è proprio il fatto di essere un'occasione per approfondire i temi più importanti. Infatti al mattino in città faremo tre laboratori: uno sulla Pac, uno sulla questione delle agroenergie e uno sulla pesca".

Tra forte crisi, difficoltà a fare reddito e forti potenzialità in mercati che diventano più ampi e diversificati, fattori di competitività che cambiano e danno inedite chances al Made in Italy agroalimentare: "Abbiamo grandi possibilità nell'agroalimentare, siamo un paese con delle eccellenze. Però è necessario che la nazione si ammoderni con nuove professioni, con dei giovani che vi lavorino all'interno, un settore trainante che offra possibilità di crescita".

Incoraggianti in questo senso gli ultimissimi dati ISTAT che in controtendenza con tutti gli altri settori danno in crescita la produttività del lavoro proprio in agricoltura.

"Avremo poi un intervento della Coldiretti sulla biodiversità - continua la senatrice - e da qua salteranno fuori diversi temi, in primis quello degli Ogm, argomento trasversale ai diversi dibattiti".

"Affronteremo, il 2 settembre, il tema della filiera. Un argomento molto importante perché mettiamo a confronto i rappresentanti dei produttori con la grande distribuzione, da sempre accusata di costringere i produttori a prezzi bassi. Noi li portiamo entrambi alla festa perché serve un esame delle motivazioni per le quali i produttori nella catena del valore ci rimettono".

Tanti gli ospiti che raccontano le proprie esperienze. Case history positive, come quello di 'Melinda'. Luca Granata, direttore generale, ha raccontato alla platea come 5 mila produttori si siano aggregati per vendere a un prezzo unico le mele: un grande risultato per un mondo così diviso e contrapposto. "Proprio in questa divisione sta la debolezza dei produttori, che non hanno poi forza contrattuale con la Gdo" spiega Leana Pignedoli.

La Festa Nazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione di Reggio Emilia vuole essere la piazza da cui parte questa stesura a più voci e a più mani in cui si individuano i punti cardine del manifesto.
Una sorta di decalogo che ha un primo, imprescindibile punto, più giovani in agricoltura. "Vogliamo considerare l'agricoltura un fatto dei cittadini - conclude la senatrice - perché dire agricoltura è dire cibo. I cittadini sempre di più chiedono trasparenza. Vogliono sapere cosa finisce sulle loro tavole, dove acquistano, da chi viene prodotto e qual è il prezzo giusto. Proprio per questo in tanti sono stati presenti ai dibattiti pur non essendo addetti ai lavori: tra il pubblico ci sono sempre più cittadini".

26/08/2010


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